Gorghi Tondi al Vinitaly 2017 punta sui vitigni autoctoni siciliani

Anche Gorghi Tondi si prepara alla 51° edizione di Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e distillati. Un’edizione tanto attesa, dopo un 2016 che ha premiato i produttori di alcune regioni italiane, tra cui la Sicilia. L’azienda di Mazara del Vallo è pronta a raccogliere la sfida internazionale, puntando tutto sui vitigni autoctoni siciliani, Nero d’Avola e Grillo in particolare, e su una produzione attenta ai valori della natura.
“Oggi il consumatore – afferma Annamaria Sala, marketing manager di Gorghi Tondi – è sempre più orientato, nelle sue scelte, a prediligere quelle cantine che sappiano coniugare i temi della sostenibilità, sia in vigna che in cantina, con la produzione. Noi coltiviamo da sempre le nostre viti all’interno della riserva naturale del WWF, da cui la cantina prende il nome. Siamo in provincia di Trapani, nella Sicilia occidentale, un vero angolo di paradiso dove i vigneti sono incastonati tra terra e mare. Un patrimonio che dobbiamo tutelare e per farlo impieghiamo solo energie pulite, escludendo ogni pratica nociva per la salvaguardia delle biodiversità. Il nostro metodo di coltivazione delle uve è in regime bio, nel massimo rispetto della natura circostante”.
La cantina Gorghi Tondi sarà presente al Vinitaly allo stand 45 C, presso il Padiglione 2 Sicilia, dove inviterà i wine lover a scoprire e degustare le nuove annate, con una attenzione particolare proprio ai vini ottenuti da uve autoctone e a quelle prodotte in regime biologico.
Gorghi Tondi propone oggi nella propria gamma diverse declinazioni di Grillo: il Vivitis Bio Grillo, il Kheiré della linea Cru e il Grillodoro, unico nel panorama enologico siciliano, che può essere considerato una vera e propria rarità. In anteprima al Vinitaly sarà, inoltre, svelata la nuova etichetta Babbìo, un Petillant ottenuto da un blend di uve bianche autoctone tra cui il Grillo, lo Zibibbo e il Damaschino. Fresco, raffinato e inusuale. Grandi profumi che introducono ad un’intensità di palato davvero sorprendente. Un vino che farà parlare molto di sé. Il nome è un divertente gioco di parole che richiama il dialetto siciliano, per rimarcare il contesto produttivo di appartenenza, e la parola Bio, con cui sottolineare – ancora una volta – l’impegno della cantina nella conduzione in biologico dei propri vigneti.