LA LOCANDA DEL MARINAIO

GRILLO SUMMER EXPERIENCE
La Locanda del Marinaio, Cefalù

La Locanda del Marinaio è uno scrigno di sapori raccolti a un passo dal mare. A pochi metri dal Duomo di Cefalù, cuore del suo centro storico, nel ristorante di Francesco Blasco è possibile gustare i prodotti più autentici della tradizione siciliana rivisitati dalla fantasia del giovane chef Sonny Saggio, che alla freschezza e genuinità del pesce locale abbina una visione creativa difficilmente rintracciabile in altre cucine del posto. Dei piatti immersivi ed esperienziali, il cui valore è amplificato dalla selezione di una cantina ampia e consapevole, dove immancabilmente spiccano le eccellenze Grillo di Gorghi Tondi.

Parla lo Chef:

“Il fuoco. E poi le padelle, l’olio, il sale, le piccole esplosioni dei fornelli. Tutto questo, l’ho avuto sempre dentro di me”.
È così che si racconta Sonny Saggio, chef de La Locanda del Marinaio, dalla finestra della sua cucina che dà sul mare di Sicilia. Alle sue spalle, invece, il Duomo di Cefalù, tra i gioielli del percorso arabo-normanno che l’Unesco ha individuato tra Palermo e provincia come beni patrimonio dell’umanità.
I sapori più autentici di questa terra e la sua storia, il piacere e la bellezza, la passione e il fascino. E tra questi estremi che lavora Sonny, punto di congiunzione di una storia personale fatta di sudore e sacrificio: “È stato mio padre a farmi scoprire la cucina. Lavorava in albergo e mi portava con sé; io mi aggiravo per quelle stanze e quei saloni, c’era sempre un segreto, un mistero da scoprire, ma il più grande mistero di tutti, per me, era proprio la cucina”.

È così che comincia una lunga strada che passa dagli studi alberghieri, dalle rinunce personali e dagli incontri con maestri come Mimmo Cascino, ma i momenti più belli sono sempre quelli trascorsi dentro “quell’inferno, non vedevo l’ora ogni giorno, così come non vedo l’ora adesso, di entrare là dentro, in quel caldo e quel fracasso di pentole e stoviglie che però per me era tutto ciò che contava, l’unica musica possibile, la mia benedizione e maledizione che non so più lasciare”.
Il riposo, Sonny lo trova solo in famiglia, tra sua moglie e i suoi due bambini che comunque, quando cucina per loro, restano i suoi clienti più difficili ed esigenti: “Ma vederli assaggiare i miei piatti vale tutta la fatica. Ecco, è un’emozione vera, e sono innanzitutto queste che cerco nel mio lavoro: le emozioni”. Le stesse che gli regala la cucina dello chef Heinz Beck, che per Sonny è un modello al quale aspirare e ispirarsi: “I suoi piatti non sono soltanto tali, ma sono anche piccole e magnifiche opere d’arte”.
La cucina, quindi, non solo come sapori, ma anche come colori, come suggestione multisensoriale attraverso cui veicolare un’unica, perfetta emozione.

La Locanda del Marinaio incontra il Grillo di Gorghi Tondi:
il menù dedicato.

È il Coste a Preola a inaugurare questo incontro di gusti siciliani e mediterranei. Vino elegante e fruttato, è una delle migliori scelte possibili per accompagnare sia l’antipasto di tartare di gambero rosso di Mazara – con una primizia come le scaglie di tartufo delle Madonie – che un primo come il risotto al nero di seppia locale, con colturali di mozzarella di bufala campana aromatizzata al lime. “Benvenuto”, è il significato invece della parola Kheirè, che l’azienda delle sorelle Sala ha scelto per questo Cru di Grillo in modo da ricordare come l’isola, fin dai tempi della gloriosa Magna Grecia, sia e sia stata un crocevia di culture e popoli diversi e lontani fra loro. Quale migliore abbinamento, allora, per un incrocio di tradizioni gastronomiche come il cannolo di tonno rosso pinne gialle in crosta kataifi su una mousse di avocado e gocce di frappato di pomodoro datterino, combinazione di sapori unica che vale da sé tutta una gita a Cefalù. Per finire, una fragrante millefoglie di cialde di lingue di gatto con ricotta dolce al limone e salsa mou all’arancia, alla cui delicatezza non si può che brindare con un frizzante calice di Palmarès.

La Locanda del Marinaio, la ricetta:

risotto al nero di seppia con coltura di bufala.
  • Ingredienti per 4 persone:
    • 360 gr di riso carnaroli
    • 250 gr di seppie pulite e qualche vescichetta di nero
    • Uno spicchio d Aglio
    • Olio d’oliva bio
    • Un bicchiere di vino bianco Coste a Preola
    • Sale e pepe q.b.
    • 2 mozzarelle di bufala campana dop
    • Brodo di pesce q.b.
    • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro

    In una padella, versare l’olio e lo spicchio d’aglio in camicia. Una volta imbiondito, toglierlo e versare le seppie precedentemente tagliate; far rosolare il tutto e sfumare con vino bianco e mandare in cottura a fuoco lento. Quando il vino si sarà ristretto, aggiungere il concentrato di pomodoro e le vescichette con circa 350 ml di brodo di pesce, quindi far cuocere il tutto per 20/30 minuti. Infine, aggiustare di sale e pepe.

    Per quanto riguarda il risotto, mettere in una casseruola olio e riso, lasciandolo tostare per qualche minuto. Dopodiché, sfumare con il vino bianco e il condimento al nero di seppia, aggiungendo poi il brodo di pesce fino al completamento della cottura.  Per quel tocco in più, emulsionare (con un mixer da cucina) la mozzarella di bufala con un filo d’olio e aggiungerla al risotto come definizione finale al piatto.

    E buon appetito!

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