TRATTORIA DA ANTONIO

GRILLO SUMMER EXPERIENCE
Trattoria da Antonio (Catania)

È la semplicità l’essenza de La Trattoria da Antonio, tratto distintivo che però non si limita alla cura delle materie prime, lavorate con delicatezza affinché ne affiorino i sapori più autentici, ma che include tutte le persone che questo locale lo rendono vivo. A partire proprio da Antonio, padrone di casa accogliente e sincero, seguito Enza, la cuoca. Sono loro che, accompagnati da uno staff giovane, professionale e gentile, conducono la Trattoria. Un progetto cominciato non molti anni fa, ma sufficienti perché si elevasse a punto di riferimento nel panorama della miglior ristorazione catanese e non solo. Ed è così che, affacciati su un bastione dello svevo Castello Ursino, chi sceglie Antonio e la sua cucina potrà apprezzare tutta la genuina bontà di quei prodotti che rendono la Sicilia una delle tradizioni culinarie più amate, valorizzata a sua volta dalla fresca fantasia della chef e da una ricca cantina che rivela competenza e passione.

Intervista Chef Enza Caruso

“Cucinare, per me, è significato rinascere. E rinascendo, il mio mondo è diventato la cucina”.
Basterebbe questo a raccontare la storia di Enza Caruso, chef della Trattoria da Antonio, l’esperienza di una donna che non ha mollato perché qualcuno, fino alla fine, ha creduto in lei: “Vivevo in un’altra città, lontano dalla mia terra, la Sicilia, e soprattutto lontano dalla cucina: il mio mondo era un altro. Quando mi sono separata da mio marito – rivela – tutto, all’improvviso, è cambiato”.
Da un giorno all’altro, Enza è obbligata riconsiderare la propria vita, i propri errori, ad affrontarli di petto per trovare una via d’uscita. È così che torna nella sua città, Catania: “È qui che ho ritrovato me stessa, recuperando sia fuori che dentro di me tutte quelle piccole cose, quei piccoli ricordi di bambina, quei frammenti d’identità perduta che l’affetto e la fiducia di persone come Antonio mi hanno permesso di ricomporre”.

In Sicilia, in mezzo a luoghi e profumi di un tempo immateriale, ha riconosciuto le mani della madre e della nonna, delle pietanze buone e genuine che, dentro casa, loro preparavano, intraprendendo un nuovo percorso cominciato ormai otto anni fa.
“Ho cucinato e studiato, cominciando a lavorare, fino a incontrare Antonio in un altro locale che gestiva. Quando quasi cinque anni fa ha deciso di avviare la sua Trattoria, non ha esitato un secondo a darmi piena fiducia “. “Non è mia – precisa lo stesso Antonio, sorridendo – perché appartiene a tutti coloro che le danno vita. Da noi, non troverete un ristorante a caccia di stelle, ma un luogo dove si dà fiducia e sostegno ai giovani di talento di una terra, la nostra, maledetta e bellissima e alla quale, attraverso un lavoro che comincia con la scelta delle materie prime e termina col sorriso sul volto dei nostri ospiti, noi cerchiamo di rendere tributo”. “Antonio è fatto così – riprende il discorso Enza, che raccoglie anche il suo sorriso – qui, mi ha permesso di esprimere appieno le mie aspirazioni e la mia fantasia, lavorando coi prodotti che amo”. Come le sarde, i calamari, il tonno, la cipolla Giarratana, il pomodoro datterino, le cozze, le vongole e i gamberetti: doni del mare e della terra da cui Enza non può proprio separarsi e che, ogni giorno, è possibile ritrovare sulle tavole della Trattoria da Antonio insieme ai più rappresentativi vini dell’isola. In prima linea, proprio quelli di Gorghi con esempi come i Grillo Coste a Preola e Kheirè, selezionati anche come veri e propri ingredienti per alcuni dei migliori piatti della casa.

La Trattoria da Antonio incontra il Grillo di Gorghi Tondi:
il menù dedicato.

Tra i simboli della cucina siciliana, le sarde a beccafico ne esprimono compiutamente filosofia e spirito: la sapidità del mare, la semplicità dei prodotti, uno stile autentico che ricorda le origini familiari. È con questo piatto che Enza sceglie di aprire il menù dedicato, abbinandovi, da un lato, una robusta caponata e, dall’altro, il Kheirè, il quale incarna tutte quelle unicità organolettiche che un vitigno autoctono come il Grillo acquista nell’eccezionale contesto pedoclimatico della Riserva WWF dove ricadono i vigneti dell’azienda di Mazara. Il piatto successivo è il cuore della cucina di Enza, in quanto espressione di tutti quei sapori che Antonio desidera portino con sé, una volta lasciata la Trattoria, i propri clienti. Parliamo delle pappardelle al cartoccio sfumate col Coste a Preola, un trionfo di vongole freschissime, cozze, calamari e gamberetti, in una parola: del Mediterraneo. Il secondo è composto da due delle materie prime preferite dalla chef, e che lei stessa dice porterebbe con sé qualora finisse su un’isola deserta: il tonno rosso con cipollata, che completa i due percorsi degustativi di terra e mare che, fin dall’antipasto, si sono intrecciati. L’ultimo squillo non può che essere affidato al dolce della casa, la torta alla ricotta di pecora e pistacchio di Bronte che, unita a un calice di passito Grillodoro, depositerà in chiunque abbia la fortuna di provare un simile menù il desiderio di ripeterlo al più presto.

Trattoria da Antonio, la ricetta:

Pappardelle al cartoccio

Ingredienti:

  • Aglio
  • Prezzemolo
  • Salsa di pomodorini datterini
  • Pappardelle
  • Calamari
  • Gamberetti
  • Cozze
  • Vongole
  • Un calice di Coste a Preola

 

In una padella antiaderente, rosolare uno spicchio d’aglio insieme al prezzemolo, poi aggiungere calamari, cozze, vongole e sfumare il tutto col bianco Coste a Preola. Dopodiché, aggiungere i gamberetti e la salsa di pomodorini datterini già preparata. Scolare la pasta al dente, versarla sul condimento in padella e completare la cottura lasciando amalgamare il tutto. Terminato il procedimento, raccogliere la pasta in un cartoccio di stagnola e servire.

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